La città del tempo
Autrice: Diana Wynne Jones
Traduzione italiana: Serena Scodeller
Editore: Kappalab
Anno edizione: 2015
Numero di pagine : 283 p
Isbn: 9788898002825
È un'intera città errante nello spazio-tempo dai cui portali è possibile raggiungere qualsiasi luogo e istante della Storia. È stata costruita nell'antichità da Faber John, la cui esistenza è persa tra storia e leggenda. È vicina alla propria fine, e sta per disgregarsi a causa della Signora del Tempo. Vivian Smith, un'ignara ragazzina sfollata da Londra durante i bombardamenti del 1939, viene rapita dai giovani Jonathan e Sam e condotta nella loro incredibile Città del Tempo, dove le autorità sembrano più dedite a celebrare riti e cerimonie piuttosto che ad agire concretamente per salvare il luogo in cui vivono e da cui vigilano sulla Storia. Jonathan e Sam sono convinti che Vivian Smith sia in realtà la Signora del Tempo, e pensano quindi di poter risolvere il problema da soli... prima di scoprire che proprio il loro intervento potrebbe aver destabilizzato l'intero corso della Storia!
La recensione di un libro a sera (Da Erika e Little Rebel)
La città del tempo è un romanzo che colpisce soprattutto per l’idea di fondo: una città fuori dal tempo, piena di portali che conducono a qualsiasi epoca, e un equilibrio storico che rischia di crollare. È un concept che molti lettori hanno definito “vividamente immaginativo” e quasi impossibile da rendere in un film senza perderne la magia.
Il romanzo presenta alti e bassi, probabilmente dovuti alla traduzione e a un editing non sempre impeccabile. Questo è coerente con alcune impressioni dei lettori italiani, che notano una certa discontinuità nel ritmo e nella resa linguistica.
I personaggi risultano ben caratterizzati, anche se talvolta un po’ irritanti, probabilmente voluto dall'autrice. Vivian è una protagonista “per caso”, trascinata in un’avventura più grande di lei, e questo la rende credibile e simpatica.
La città stessa è il vero cuore del romanzo: bizzarra, cerimoniosa, decadente, con un tocco quasi fantapocalittico. È un mondo che ricorda certe atmosfere alla Ghibli, soprattutto per l’unione di meraviglia, caos e malinconia.
La trama è “carina”, e soprattutto ricca di scoperte intriganti e avventure stravaganti. I salti temporali sono gestiti con fantasia più che con rigore scientifico, e questo contribuisce al tono leggero e avventuroso.
Alcuni lettori considerano il romanzo uno dei più riusciti della Jones proprio per la sua miscela di humour, avventura e worldbuilding fuori dagli schemi.
Un Confronto con Howl
La città del tempo non è paragonabile alla trilogia di Howl, non per stile o trama, ma perché e un fantasy di tipo diverso:
Howl è fantasy magico, romantico e fiabesco.
La città del tempo è più vicino alla fantascienza giocosa, con viaggi temporali e paradossi.
Pregi e difetti
Pregi
Mondo originale e ricchissimo
Atmosfera unica, sospesa tra fantasy e sci-fi
Personaggi vivaci e dinamici
Umorismo tipico della Jones
Avventura piena di colpi di scena
Difetti
Traduzione italiana non sempre fluida
Editing migliorabile
Ritmo altalenante
Alcune parti un po’ dispersive
Valutazione complessiva
Un romanzo creativo, bizzarro e affascinante, con un mondo che rimane impresso e un’avventura che mescola humour, mistero e viaggi nel tempo. Non perfetto nella resa italiana, ma sicuramente memorabile per chi ama i mondi fuori dagli schemi.

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