lunedì 16 febbraio 2026

 

Josée, la tigre e i pesci


Autrice: Seiko Tanabe

Traduttori: Matteo Cremaschi, Davide Campari, Alessandro Colombo

Editore: Edizioni BD

Anno edizione: 2021

Numero di pagine: 196 p., Brossura

ISBN: 9788834906361








Tsuneo è uno studente universitario e Josee, che usa questo nome fittizio ispirandosi alla protagonista del suo libro preferito, una ragazzina che raramente esce di casa da sola a causa dell'incapacità di camminare causata da una paralisi cerebrale. I due si incontrano per caso quando Tsuneo, camminando per la città, salva Josee da un incidente mortale. Stringendo amicizia con la ragazza e la nonna, Tsuneo riuscirà piano piano a farsi strada nella vita della ragazza, riuscendo ad abbattere i muri in cui lei stessa si è rinchiusa.




La recensione di un libri a sera (da Roberta)


Leggendo questa raccolta di racconti di Seiko Tanabe, pubblicata da Edizioni BD nel 2021, ci si accorge subito di una cosa: chi arriva qui aspettandosi la storia dell’anime o del manga omonimo rischia un brusco risveglio. Il racconto che ha ispirato il film c’è, ed è probabilmente il più riuscito insieme al primo, ma il resto del volume si muove in tutt’altra direzione. E forse è proprio questo scarto che spiazza molti lettori.

Tanabe non costruisce storie “romantiche” nel senso a cui siamo abituati. Non cerca l’incanto, non cerca la catarsi. Le sue protagoniste, perché sono quasi sempre donne, osservano il mondo delle relazioni con un realismo tagliente, a volte crudele, altre volte semplicemente disilluso. È una sensibilità nipponica molto precisa: asciutta, pragmatica, poco incline al sentimentalismo. L’amore, quando c’è, è un lampo che serve più a illudersi che a trasformarsi davvero.

Si nota nel suo tono: una sorta di malinconia piatta, quotidiana, che non esplode mai ma rimane lì, come un velo grigio sulle cose. Io l’ho percepita allo stesso modo. Le coppie che Tanabe racconta sembrano spesso impegnate in una recita: matrimoni che funzionano solo in superficie, relazioni che si tengono in piedi per convenzione, donne che cercano conferme fuori dalla coppia perché dentro non trovano più nulla. Lui come stampella, lei come guscio vuoto. Una dinamica che, pur appartenendo a un contesto giapponese, ricorda molto certe facciate sociali che vediamo anche da noi.

È un libro che non consola. Non è nemmeno un libro che ferisce. Rimane in quella zona intermedia in cui la vita appare per ciò che è: imperfetta, ripetitiva, a volte un po’ triste.

Alcuni lettori hanno trovato questa scelta stilistica elegante e coerente; altri l’hanno percepita come monotona o priva di slancio emotivo. Io mi colloco in mezzo: non posso dire che mi abbia conquistato, ma nemmeno che mi abbia deluso del tutto. Mi è sembrato piuttosto un libro che manca di qualcosa, forse di calore, forse di un punto di vista più rischioso, ma che allo stesso tempo restituisce un ritratto onesto, quasi chirurgico, delle relazioni umane.

Se ci si avvicina aspettandosi la magia dell’anime, si rimane spiazzati. Se invece lo si legge come un piccolo atlante della disillusione sentimentale giapponese, allora Tanabe mostra una voce precisa, riconoscibile, anche quando non completamente coinvolgente.


venerdì 16 gennaio 2026

 

La città del tempo



Autrice: Diana Wynne Jones

Traduzione italiana: Serena Scodeller

Editore: Kappalab

Anno edizione: 2015

Numero di pagine : 283 p

Isbn: 9788898002825




È un'intera città errante nello spazio-tempo dai cui portali è possibile raggiungere qualsiasi luogo e istante della Storia. È stata costruita nell'antichità da Faber John, la cui esistenza è persa tra storia e leggenda. È vicina alla propria fine, e sta per disgregarsi a causa della Signora del Tempo. Vivian Smith, un'ignara ragazzina sfollata da Londra durante i bombardamenti del 1939, viene rapita dai giovani Jonathan e Sam e condotta nella loro incredibile Città del Tempo, dove le autorità sembrano più dedite a celebrare riti e cerimonie piuttosto che ad agire concretamente per salvare il luogo in cui vivono e da cui vigilano sulla Storia. Jonathan e Sam sono convinti che Vivian Smith sia in realtà la Signora del Tempo, e pensano quindi di poter risolvere il problema da soli... prima di scoprire che proprio il loro intervento potrebbe aver destabilizzato l'intero corso della Storia!



La recensione di un libro a sera (Da Erika e Little Rebel)


La città del tempo è un romanzo che colpisce soprattutto per l’idea di fondo: una città fuori dal tempo, piena di portali che conducono a qualsiasi epoca, e un equilibrio storico che rischia di crollare. È un concept che molti lettori hanno definito “vividamente immaginativo” e quasi impossibile da rendere in un film senza perderne la magia.

Il romanzo presenta alti e bassi, probabilmente dovuti alla traduzione e a un editing non sempre impeccabile. Questo è coerente con alcune impressioni dei lettori italiani, che notano una certa discontinuità nel ritmo e nella resa linguistica.

I personaggi risultano ben caratterizzati, anche se talvolta un po’ irritanti, probabilmente voluto dall'autrice. Vivian è una protagonista “per caso”, trascinata in un’avventura più grande di lei, e questo la rende credibile e simpatica.

La città stessa è il vero cuore del romanzo: bizzarra, cerimoniosa, decadente, con un tocco quasi fantapocalittico. È un mondo che ricorda certe atmosfere alla Ghibli, soprattutto per l’unione di meraviglia, caos e malinconia.

La trama è “carina”, e soprattutto ricca di scoperte intriganti e avventure stravaganti. I salti temporali sono gestiti con fantasia più che con rigore scientifico, e questo contribuisce al tono leggero e avventuroso.

Alcuni lettori considerano il romanzo uno dei più riusciti della Jones proprio per la sua miscela di humour, avventura e worldbuilding fuori dagli schemi.


Un Confronto con Howl 

La città del tempo non è paragonabile alla trilogia di Howl, non per stile o trama, ma perché e un fantasy di tipo diverso:

Howl è fantasy magico, romantico e fiabesco.

La città del tempo è più vicino alla fantascienza giocosa, con viaggi temporali e paradossi.


Pregi e difetti


Pregi

Mondo originale e ricchissimo

Atmosfera unica, sospesa tra fantasy e sci-fi

Personaggi vivaci e dinamici

Umorismo tipico della Jones

Avventura piena di colpi di scena


Difetti

Traduzione italiana non sempre fluida

Editing migliorabile

Ritmo altalenante

Alcune parti un po’ dispersive


Valutazione complessiva

Un romanzo creativo, bizzarro e affascinante, con un mondo che rimane impresso e un’avventura che mescola humour, mistero e viaggi nel tempo. Non perfetto nella resa italiana, ma sicuramente memorabile per chi ama i mondi fuori dagli schemi.


martedì 25 novembre 2025

 

Il castello in aria



Autorice: Diana Wynne Jones

Traduttore: D. Ventura

Editore: Kappa Edizioni

Anno di edizione: 2007

Numero di pagine: 202.p

EAN: 978887471106




Il castello in aria è il seguito ideale de Il castello errante di Howl. Ambientato in un mondo che mescola suggestioni da Le mille e una notte con i paesaggi e le atmosfere più classiche della letteratura fantasy occidentale, il romanzo segue le avventure di Abdullah, un giovane mercante di tappeti che sogna una vita diversa. Il suo destino cambia radicalmente quando entra in possesso di un tappeto magico e incontra la bellissima principessa Flower-in-the-Night. Tra genî capricciosi, castelli volanti e intrighi regali, Abdullah si ritrova catapultato in un’avventura che lo porterà a incrociare i protagonisti del celebre Castello errante di Howl, in un intreccio di ironia, magia e colpi di scena.


La recensione di un libro a sera (da Little Rebel)

Diana Wynne Jones dimostra ancora una volta la sua maestria nel creare mondi incantati e personaggi indimenticabili. Il castello in aria è una vera festa per l’immaginazione: un romanzo che riesce a fondere l’esotismo delle fiabe orientali con la vivacità e l’umorismo tipici del fantasy moderno.

La scrittura è brillante, ironica e sorprendentemente leggera, capace di trasportare il lettore in un viaggio che alterna momenti di pura meraviglia a situazioni comiche irresistibili. Abdullah è un protagonista diverso da Howl e Sophie, ma altrettanto affascinante: un sognatore che, tra ingenuità e coraggio, conquista pagina dopo pagina.

Il ritorno dei personaggi del Castello errante è un regalo per i fan, che ritroveranno vecchie conoscenze in un contesto nuovo e avventuroso. La trama è un continuo susseguirsi di colpi di scena, con tappeti volanti, genî dispettosi e castelli che sfidano la logica, in un crescendo che non lascia mai spazio alla noia.

In definitiva, Il castello in aria è un libro che diverte, incanta e sorprende: una lettura perfetta per chi ama la fantasia senza confini e desidera perdersi in un’avventura che profuma di magia e sogno.


mercoledì 19 novembre 2025

 

LA CASA PER OGNI DOVE


Autrice: Diana Wynne Jones

Traduttore: F. Guerra

Editore: Kappalab

Anno edizione: 2014

Numero di pagine: 208 p.

EAN: 9788898002610




Charmain Baker vive serenamente, trascorrendo le sue giornate tra i libri. Quando un bel giorno deve raggiungere il prozio William che giace a letto ammalato, sembra l'occasione per vivere una bella avventura. Ma la cose si complicano quando scopre che William è un potente mago e che la sua casa si sposta nello spazio e nel tempo. Charmain non è certo preparata ad avere a che fare con una casa magica! Aprendo una porta si può passare dalla sala alla cucina, ma anche trovarsi proiettati in una terra lontana. Fin dal suo arrivo, Charmain Baker farà una serie di incontri a dir poco sorprendenti, ma la sua vita prenderà una piega inaspettata solo quando incontrerà dei personaggi che ben conosciamo: Sophie, il demone Calcifer e, sotto mentite spoglie, il terribile mago Howl! Questo romanzo costituisce il terzo capitolo de "Il castello errante di How",


La recensione di un libro a sera (Da Little Rebel)

La casa per ogni dove” di Diana Wynne Jones è un romanzo che cattura fin dall’inizio grazie al suo ritmo serrato e alla fantasia inesauribile. La storia segue Charmain Baker, una ragazza che si ritrova custode della misteriosa dimora del prozio William, un potente mago. Ma questa non è una casa qualunque: ogni porta può aprirsi su luoghi e tempi diversi, trasformando la quotidianità in un’avventura continua.

La narrazione è un susseguirsi di eventi che non lascia spazio alla noia: enigmi, incontri inattesi e magie si intrecciano in un flusso vivace e sorprendente. I personaggi sono ben caratterizzati e divertenti: Charmain, con la sua ironia e curiosità, si affianca a figure già amate dai lettori della saga di Howl, come Sophie, Calcifer e l’imprevedibile Howl stesso. Ognuno porta con sé un tocco di originalità che arricchisce la trama e rende la lettura ancora più coinvolgente.

Jones riesce a mescolare umorismo e immaginazione con grande maestria, creando un mondo che affascina i ragazzi ma che sa parlare anche agli adulti. È un libro che si legge d’un fiato, capace di trasportare chiunque in un universo magico e pieno di sorprese.

In definitiva, “La casa per ogni dove” è una lettura entusiasmante, brillante e adatta a tutte le età: un’avventura indimenticabile che conferma il talento narrativo di Diana Wynne Jones e arricchisce l’universo del castello errante di Howl.


giovedì 13 novembre 2025

 

LA FIGLIA DELLA TIGRE


Dettagli Autrice: Torey L. Hayden

Traduttore: S. Piraccini

Editore: TEA

Anno edizione: 2012

Numero di pagine: 260 p.

EAN: 9788850228034





Sheila è cresciuta in un'atmosfera di violenza indescrivibile. Abbandonata dalla madre sull'autostrada a soli quattro anni, non ha mai avuto qualcuno che si occupasse di lei, e la mancanza di amore e di speranza l'ha resa selvaggia, intrattabile e ostile. A sei anni entra a far parte della classe di "bambini difficili" di Torey Hayden, che rimane colpita dal coraggio della piccola Sheila tanto da decidere di raccontarne la vicenda nel libro "Una bambina". Ma che cosa è successo dopo? "La figlia della tigre" è la risposta a questa domanda: il racconto della lotta che Sheila ha condotto per anni, da sola, per riscattarsi dagli abusi, dall'abbandono e dalla violenza del mondo in cui era costretta a vivere.


Recensione di La figlia della tigre di un libro a sera (da Erika)


Torey Hayden ha il dono raro di trasformare la pedagogia e la psicologia in narrazione viva. La figlia della tigre non è un manuale tecnico, ma un racconto che vibra di umanità: ci porta dentro la vita di Sheila, la bambina che avevamo conosciuto in Una bambina, ora adolescente, e ci fa sentire il peso delle sue ferite e la forza della sua resilienza.


Un’esperienza personale di lettura


Per comprendere meglio alcuni aspetti del libro, prima di scrivere questa recensione ho chiesto spiegazioni a un mio ex compagno di scuola, oggi scrittore di romanzi e laureato in pedagogia. Le sue parole mi hanno aperto la mente, il cuore e gli occhi su molti dettagli che non aveva considerato, e proprio a lui che ha consigliato a me e a mia figlia di leggere i libri di Hayden, devo un grande grazie: un suggerimento che si è rivelato prezioso e arricchente.

La figlia della tigre è un libro che non si dimentica. Hayden riesce a trasformare la sofferenza in consapevolezza, la pedagogia in narrazione, e ci invita a guardare la realtà senza filtri, con la certezza che la resilienza può cambiare il destino.


Lo stile narrativo


Hayden scrive con la penna di una romanziera. Alcuni critici hanno rimproverato la mancanza di rigore tecnico, ma è un errore di prospettiva: il suo obiettivo non è redigere un trattato di psicologia, bensì avvicinare il lettore alle difficoltà quotidiane di bambini segnati da traumi fisici ed emotivi. La sua scrittura rende accessibile un mondo complesso, permettendo di comprendere le piccole e grandi vittorie che, in un contesto di dolore, diventano conquiste straordinarie.

L’approccio terapeutico-pedagogico

Un altro punto spesso criticato è la flessibilità del suo metodo. Hayden non si piega ai dogmatismi delle scuole dominanti negli anni ’80 e ’90, come la psicodinamica o il comportamentismo, che tendevano a incasellare i bambini in schemi rigidi. Lei sceglie invece un approccio adattabile, umano, capace di rispondere alle esigenze reali dei suoi allievi. Questo la porta a scontrarsi non solo con le teorie, ma anche con la dura realtà economica: poche risorse, pazienti trattati come numeri o fonti di guadagno. Hayden, al contrario, mette al centro la persona, e questo è ciò che rende il suo lavoro rivoluzionario.


La tristezza che entra nel cuore


Leggere La figlia della tigresignifica anche accettare di provare dolore. Non è un difetto, è un segno di sensibilità. Hayden ci ricorda che ignorare certe realtà non le cancella: esistono, e averne consapevolezza è il primo passo per migliorare. Non sempre ci sono lieti fini, e questo libro lo dimostra. Ma proprio questa verità cruda ci spinge a fare il meglio possibile, a non arrenderci di fronte alle difficoltà.


Il destino dei suoi allievi


Una domanda che rimane sospesa è: come vivono oggi i bambini di cui Hayden ha scritto? Alcuni hanno dato il loro contributo, altri hanno trovato una strada diversa. Sheila, la protagonista, ha raccontato di essere felice ora. È un segnale potente: nonostante tutto, la speranza può vincere.






sabato 8 novembre 2025

 

UNA DI LORO


Autrice: Torey Hayden

Traduzione: E. Frontori

Editore‏ : ‎TEA

Anno di pubblicazione: 2002

Casa editrice: ‎tea

Numero di pagine: ‎339 p.

ISBN: ‎9788850201273




Ancora una volta Torey Hayden si trova ad affrontare una classe di "bambini difficili". Due sorelline irlandesi traumatizzate dagli orrori della guerra, il loro cuginetto che è stato testimone del suicidio del padre, l'undicenne Dirkie che conosce solo la vita di un orfanotrofio, l'eccitabile Marianna, otto anni, aggressiva e sessualmente precoce e Leslie, sette anni, forse quella con maggiori problemi, totalmente chiusa nel suo mondo, incapace di comunicare con l'esterno. Ma di questa classe così disastrata entra a far parte, ufficialmente come aiutante, anche la mamma di uno dei bambini, una giovane donna che, dopo un inizio molto conflittuale, si appoggia alla Hayden perché l'aiuti a risolvere i suoi numerosi problemi.


La recensione di un libro a sera (da Erika)

Torey Hayden ha il dono raro di vedere oltre il comportamento, oltre il silenzio, oltre la rabbia. "Una di loro" è un viaggio dentro una classe speciale, dove ogni bambino porta con sé un bagaglio di dolore, ma anche una scintilla di speranza. Hayden non è solo un’insegnante: è una guida, una terapeuta, una presenza che trasforma.

La sua capacità di ascoltare, di non giudicare, di trovare il modo giusto per entrare in contatto con ciascun bambino è una lezione di pedagogia vivente. Questo libro mostra quanto sia difficile — e al tempo stesso vitale — il lavoro degli educatori che operano ai margini, nei contesti più fragili. Hayden ci ricorda che dietro ogni comportamento c’è una storia, e che ogni bambino merita qualcuno che creda in lui.

 

E TU MI VORRAI BENE ?



Autrice: Cathy Glass

Traduttrice: Elena Cantoni

Editore: TRE60

Anno edizione: 2014

Numero di pagine: 332 p.

EAN: 9788867022267





"Questo libro è la storia della piccola Lucy, la bambina che ho adottato... Mi era stata affidata quando non aveva un posto dove stare, ma alla fine è rimasta con me... con noi." Figlia di una ragazza madre, dal vissuto difficile e doloroso, Lucy, fin dalla nascita, non riceve l'affetto, le cure e le attenzioni di cui un bambino ha bisogno. Nonostante le segnalazioni ai servizi sociali da parte degli insegnanti e degli adulti che vengono a contatto con lei, Lucy viene data in affidamento soltanto all'età di otto anni. Ma i problemi per lei non terminano. Spostata da una famiglia all'altra, Lucy rimane sempre chiusa nel suo mondo fatto di silenzio, solitudine e di rabbia. Sino a quando Cathy Glass non la accoglie nella sua famiglia. Lucy ha undici anni: è schiva, scontrosa, si rifiuta di mangiare, ha continui sbalzi di umore e il suo rendimento a scuola è pessimo. Il suo caso sembra irrimediabile, ma grazie al calore e all'affetto non solo da parte di Cathy, ma anche dei suoi nuovi fratelli, Lucy comincia ad aprirsi al mondo e alla vita. Ma non solo... Lucy troverà in Cathy la mamma che ha sempre sognato e Cathy una figlia a cui dare per sempre tutto l'amore che per tanto tempo le è mancato.



La recensione di un libro a sera (da Alessandra)


Questo libro è una carezza e uno schiaffo insieme. La storia di Lucy, raccontata da Cathy Glass, ci porta dentro il mondo dell’affido con una sincerità disarmante. Non è solo la vicenda di una bambina ferita, ma anche il ritratto di una donna che, con pazienza e amore, riesce a costruire un ponte verso l’anima di chi ha imparato a non fidarsi di nessuno.

Cathy Glass non è solo una madre affidataria: è una pedagogista nel senso più profondo del termine. Con gesti quotidiani, ascolto attivo e una presenza costante, dimostra quanto sia cruciale il ruolo di chi educa, cura e accompagna. In un mondo che spesso ignora o sottovaluta queste figure, questo libro è un tributo potente alla loro importanza. È impossibile non commuoversi, ma è ancora più difficile non riflettere.